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PROSSIMO IMPEGNO
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ADAILTON: i ripetuti infortuni di inizio stagione lo hanno in pratica costretto a giocare solo nel girone di ritorno. Ciò è bastato comunque per far esprimere in pieno il suo contributo che dopo un po' di alti e bassi è stato, nel finale, determinante per la salvezza (come del resto era già accaduto lo scorso anno). Adailton è un giocatore indubbiamente molto particolare, ha grandi doti tecniche e con le sue punizioni è in grado di decidere da solo le partite. Per di più tiene più di qualsiasi altro nella squadra alle sorti del Verona, al quale è legato ormai da un lustro anche a scapito di qualche sacrificio economico (riduzione dell'ingaggio). Per questo merita in pieno la fiducia dei tifosi, anche perchè le insicurezze e la fragilità caratteriale che gli hanno finora impedito di prendere il volo, gli rendono indispensabile sentire la fiducia nell'ambiente. PROMOSSO
COSSU: fuori ruolo e involuto rispetto al campionato precedente. BOCCIATO
PISANU: brutta annata sia a Verona che a Varese. BOCCIATO
MIHALCEA: Doveva essere uno dei punti di forza della squadra ed invece aldilà di qualche sporadico episodio (il gol decisivo contro il Como e la splendida cavalcata di Venezia) è rimasto a lungo nell'anonimato. A bloccarlo ci hanno pensato la mancanza di freddezza davanti alla porta ed una condizione fisica troppo spesso deficitaria anche a causa dei continui infortuni. Peccato perché lui l'impegno e la generosità ce l'ha messa e con un po' di fortuna in più avrebbe sicuramente potuto fare quella decina di gol che gli erano stati chiesti ad inizio campionato. RIMANDATO
MYRTAJ: a differenza di Mihalcea non ha in pratica mai avuto guai fisici ed ha così potuto giocare con costanza e regolarità. Nonostante questo non è mai riuscito a trovare un feeling continuo con il gol, tanto che dopo i cinque gol segnati in sei partite ad inizio campionato è stato tre mesi in astinenza prima di risvegliarsi a febbraio (cinque gol in cinque partite) e ritornare in letargo per altri tre mesi. Dodici gol, di cui quattro su rigore, a fronte dei 3123 minuti giocati sono un bottino troppo magro per un bomber d'area come lui. Non ci sentiamo comunque di bocciarlo anche perché in campo ha sempre dimostrato di dare l'anima e i suoi continui movimenti hanno spesso aperto spazi per i suoi compagni. RIMANDATO
NDIAYE: ha retto da solo l'attacco nel girone di Andata, cedendo nel ritorno per colpa dell'inesperienza e di vari contrattempi (convocazioni, piccoli infortuni). Come quarta punta comunque ha fatto il suo dovere, facendosi trovare pronto quando è stato chiamato in causa ed accettando serenamente le decisioni di Maddè quando ha deciso di lasciarlo in panchina. E' molto giovane ed ha grandi potenzialità, per questo ci attendiamo una grande crescita nel prossimo anno. Staremo a vedere. RIMANDATO
IUNCO e FODERARO: hanno classe e meritano spazio. Ma non in una squadra che lotta per retrocedere. INGIUDICABILI
PASTORELLO: Il campionato di Pastorello, si può dividere in tre periodi. Il primo è quello del calciomercato estivo, durante il quale si è dato un gran da fare per rinnovare la società (nuovo allenatore, nuovo direttore sportivo, nuovo preparatore e nuovo sponsor tecnico) e, con la consueta parsimonia (eufemismo), la squadra. Poi è arrivata la Serie B a 24 squadre e lui, per protesta, si è dimesso dal ruolo di presidente, affidando la carica ad Arvedi. E' iniziato così il secondo periodo, quello del disimpegno, che ha trovato conferma nell'annuncio del 5 dicembre di voler andarsene, a fine stagione, dal Verona. Un'uscita di scena definitiva, per i maligni legata alle note vicende vissute proprio in quel periodo dalla Parmalat di Callisto Tanzi. Da quel momento di lui si sono in pratica perse le traccia almeno fino a quando, circa un mese fa, ha deciso di tornare in prima linea proprio nel momento più duro della stagione. Con uno slancio di orgoglio che sembrava aver smarrito negli ultimi tempi, ha riassunto la carica di presidente, ha parlato con giocatori e allenatori ed è tornato seguire con passione le vicende della squadra. Una presa di posizione che era mancata nell'anno della retrocessione di Malsani e che si è fatta sentire. Un «ravvedimento» finale che, comunque, non salva certo la sua stagione, visto che la squadra ha raccolto il peggior risultato degli ultimi 60 anni. BOCCIATO
ARVEDI: si è fatto notare più per il folklore che non per il suo effettivo operato. Doveva essere una marionetta di Pastorello ed in effetti tale è stato. BOCCIATO
GIBELLINI: Atteso come dirigente preparato e rampante, Gibellini si è purtroppo segnalato in questa stagione più per l'arroganza che per le abilità da manager. La campagna acquisti si è rivelata tutt'altro che esaltante e anche le sue uscite sono spesso sembrate fuori luogo. Negli acquisti non ha tenuto minimamente conto delle esigenze imposte dal 4-4-2 di Salvioni, salvo poi difendere ad oltranza il tecnico con tesi talvolta insostenibili quando i risultati non sono arrivati. Con Maddè in panchina, si è un po' defilato ed è stato meglio per tutti. BOCCIATO
VIO: E' arrivato in estate nell'ambito del rinnovamento dirigenziale voluto da Pastorello e ha svolto senz'altro un ottimo lavoro: i limiti del Verona di quest'anno non sono stati certo fisici (lo dimostra tra l'altro l'eccellente finale dopo un campionato interminabile) ma di natura caratteriale. Del resto, uno che ha guidato per anni la preparazione del Lecce…sa come tener in piedi i giocatori. PROMOSSO
SALVIONI: Il suo arrivo a Verona aveva suscitato parecchie perplessità, nonostante il paragone fatto da Pastorello con Prandelli, tecnico altrettanto sconosciuto ma che era poi riuscito sfondare. I fatti non hanno dato ragione al patron vicentino: Salvioni si è dimostrato un uomo educato ed onesto, ma come tecnico ha fallito. Il suo 4-4-2 non è mai decollato, anche perché poco adatto alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione. E proprio nella scarsa elasticità si può rinvenire il suo principale difetto, insieme a una difficoltosa gestione dell'aspetto psicologico-motivazionale della squadra. BOCCIATO
MADDE': E' arrivato in un momento delicatissimo della stagione, con il Verona terz'ultimo in classifica e ha subito dato un'importante scossa positiva alla squadra. Gli sono bastate poche e semplici modifiche tattiche e una buona iniezione di serenità per cambiare il volto dell'Hellas. I suoi primi due mesi in panchina sono stati esemplari tanto da far recuperare al Verona un decina di posizioni in classifica. Poi all'improvviso, inatteso, è arrivato il balck-out, interminabile quanto inspiegabile. Un paio di partite sfortunate (contro Fiorentina e Triestina), un calendario difficile, la squadra che perde fiducia nei propri mezzi… e ci si ritrova 12 partite senza vincere, rimediando tra l'altro batoste storiche (vedi 6-0 ad Avellino). Difficile uscire da una situazione del genere: Maddè non ha perso la testa e ce l'ha fatta, ottenendo alla fine con la squadra una meritata salvezza. Con lui in panchina l'Hellas ha mantenuto una media di 62 punti, il che vuol dire un campionato di medio-alta classifica, non male visto la rosa a disposizione. Il popolo gialloblu gli deve insomma, ancora un volta, gratitudine e rispetto. PROMOSSO
Il Verona chiude il ciclo terribile (Atalanta, Milan, Fiorentina, Juventus e Bologna) conquistando 3 punti, e non è poco. Aggiungo che, dopo la pessima gestione della gara interna contro l'Atalanta, abbiamo assistito a una squadra più compatta e messa meglio in campo. Sicuramente più dignitosa. Merito del rientro di Duda, dell'inserimento di Valentini (una spanna sopra i nostri difensori) e dell'abbandono del modulo a 2 punte che toglieva un giocatore a centrocampo, indebolendolo di fatto. Fa piacere, inoltre, vedere un gruppo che lotta e cerca di rimanere in partita fino alla fine. Questo gli ha permesso di battere la Fiorentina e di reggere dignitosamente a Milano e Torino, finché ha potuto. Fino a quando, cioè, una giocata di livello superiore ha rotto l'equilibrio.
[continua]Qual è stato il miglior gialloblu in campo in
H.Verona-Parma?
Riepilogo stagionale e classifica generale
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