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Dopo Genoa occorreva una scossa. Quindici giorni per crescere nella condizione fisica e portare a bordo Viviani che, dopo l'infortunio di Hallfredsson, era diventato una scelta obbligata. La buona notizia è che siamo finalmente riusciti a non perdere in casa con il Torino. Qualcosa di buono si è visto, soprattutto a centrocampo dove proprio Viviani è apparso il migliore (anche se lontano dagli standard di Jorginho e Tachtsidis, ma occorre dargli tempo) e Greco e Sala (in ripresa) hanno dato l'anima per contenere un avversario nettamente superiore. Di fatto, la squadra di Ventura ha portato a casa il pareggio senza doversi sforzare molto: buona difesa nel primo tempo, grande efficacia nella ripresa sfruttando gli errori difensivi gialloblu. In pratica, due tiri granata e due gol, entrambi gentile omaggio delle imbarazzanti deviazioni di pugni di Rafael, rigorosamente in zone di campo scomode per ogni ipotesi di rinvio da parte dei compagni. La cattiva notizia è che non si è visto alcun miglioramento caratteriale: due volte in vantaggio, due volte ripresi dopo pochi minuti (soprattutto il secondo) e il tema della fragilità difensiva è nuovamente emerso prepotente. Anche perché mai preso seriamente in considerazione da Mandorlini.
Se non cambia qualcosa, ed in fretta anche, questa sarà una difesa da oltre 60 reti. Esattamente come in passato. Si può allargare il concetto filosofico della tenuta difensiva finché si vuole, ma il vero problema è che Rafael è diventato del tutto inaffidabile, non trasmette più sicurezza ai compagni, ogni conclusione in porta è un pericolo. Forse la Championship (serie B inglese) sarebbe stata un'opportunità per il Verona e un torneo più adatto a lui. Qui è stressato e ci stressa. Moras è sempre più lento e legnoso, alterna qualche buon recupero di esperienza ad amnesie importanti. Forse avrebbe bisogno di avere a fianco un centrale veloce. Che non può essere certo Rafa Marquez: lento nei recuperi, impreciso negli anticipi, nevrotico nei falli (inutili come le ammonizioni che incassa) a centrocampo. Neppure Pisano mi è sembrato all'altezza della situazione questa volta. Salvo solo Souprayen che ha tenuto discretamente la fascia. Per il resto, un disastro assoluto.
La domanda è sempre la stessa, da un mese a questa parte: ma Bianchetti, Albertazzi, Helander, Winck e Gollini sono davvero così scarsi da non meritare il minimo spazio? Dopo le 5 reti subite contro Roma, Genoa e Torino, tenuto conto soprattutto per come sono scaturite, siamo ancora sicuri che Mandorlini insisti sempre sui migliori? In ogni caso, c'è da preoccuparsi.
Non voglio aprire l'argomento Pazzini. Se Juanito, il migliore dei nostri, non ci avesse nuovamente portato in avanti con un guizzo dei suoi sarebbe sicuramente entrato prima. È a monte che il ragionamento non torna: dopo la debacle di Genova, l'unico a rimetterci il posto da titolare è stato Jankovic, salvo poi dover nuovamente ricorrere a lui dopo aver scoperto che Siligardi ha manifestato qualche problema di troppo in fase di copertura. Tutto il resto è rimasto intatto. E gli effetti si sono visti. Oggi, in avanti, il Verona è Juanito. Toni si è mosso un po' meglio delle altre partite, ma l'idea di poter affiancare Pazzini al capitano è troppo avveniristica per il nostro allenatore. Forse anche a ragione, vista la difesa colabrodo che ha, e con un Romulo – a mio avviso l'assenza tatticamente più grave – ancora fuori condizione. Ma allora perché non mette rimedio una volta per tutte a questa benedetta difesa? sono 3 anni che glielo chiediamo.
Non è chiaro se oggi Mandorlini stia facendo di necessità virtù oppure è convinto che questa è realmente la strada giusta. L'unica possibile. Quello che vedo è che persino candidate facili alla retrocessione come Empoli (che comunque a Milano ha tenuto bene il campo) e Carpi (sfortunata con l'Inter) stanno imparando dai propri errori. Noi no. Il trittico con turno infrasettimanale terribile contro Atalanta, Inter e Lazio ci chiariranno presto le idee. Anche perché dopo c'è il derby e soffro terribilmente a vedere l'abisso che c'è tra le due veronesi in questo momento.
Massimo
Colonna sonora: Circles, The Amazing
Il Verona chiude il ciclo terribile (Atalanta, Milan, Fiorentina, Juventus e Bologna) conquistando 3 punti, e non è poco. Aggiungo che, dopo la pessima gestione della gara interna contro l'Atalanta, abbiamo assistito a una squadra più compatta e messa meglio in campo. Sicuramente più dignitosa. Merito del rientro di Duda, dell'inserimento di Valentini (una spanna sopra i nostri difensori) e dell'abbandono del modulo a 2 punte che toglieva un giocatore a centrocampo, indebolendolo di fatto. Fa piacere, inoltre, vedere un gruppo che lotta e cerca di rimanere in partita fino alla fine. Questo gli ha permesso di battere la Fiorentina e di reggere dignitosamente a Milano e Torino, finché ha potuto. Fino a quando, cioè, una giocata di livello superiore ha rotto l'equilibrio.
[continua]Qual è stato il miglior gialloblu in campo in
H.Verona-Parma?
Riepilogo stagionale e classifica generale
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