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HELLAS VERONA / Canone Inverso

LA BATTAGLIA DI FARSALO.


LA BATTAGLIA DI FARSALO.
LA BATTAGLIA DI FARSALO.

L'anno 49 a.C. è decisivo per le sorti di Roma: tutti i difensori di Roma repubblicana raggruppano le loro forze intorno al grande militare Pompeo Magno. Lui conosce bene il suo avversario, Giulio Cesare il dittatore, ed è l'unico in grado di sconfiggerlo. Così almeno spera il Senato. Pompeo, sposta il conflitto fuori dall'Italia, in Grecia, e attende per giorni, mesi. Vuole logorale il suo rivale, evita accuratamente la battaglia, tiene impegnati i suoi soldati e mira a tagliare i rifornimenti del nemico.
Perché, si chiedono tutti? Perché non risponde alle provocazioni di Cesare? Consente solo qualche scaramuccia. I suoi generali nel frattempo fremono: hanno il doppio delle forze e sono sicuri di vincere. Loro vogliono combattere, vogliono la sua fine. Tra tutti e più di tutti, Tito Labieno, il grande luogotenente di Cesare nella Gallia Comata, condottiero della X Legio, il migliore e il più feroce di tutti, ora passato dall'altra parte perché divorato dall'invidia e dalla gelosia del suo vecchio comandante. Va bene, alla fine Pompeo cede ai suoi uomini: ci sarà battaglia. Tito Labieno parte all'attacco con 6000 cavalieri e tutto il resto dell'esercito è pronto all'assalto: uno sfondamento nell'ala sinistra, il punto più debole dello schieramento avversario, creerà scompiglio tra le coorti di Cesare e poi disperazione; ci penserà la preponderanza della fanteria di Pompeo a completare l'opera. «Finalmente te la farò pagare, pensa, conosco tutti i tuoi trucchi, sono io il migliore». Contro di lui solo 1000 cavalieri germani al servizio di Cesare.

La storia ci racconta come va a finire:i 6000 cavalieri di Labieno partono all'assalto di 1000 nemici che, fingendo di fuggire, li spingono contro le lunghe lance della fanteria di Cesare preparate per l'occasione. E' una carneficina di uomini e cavalli. L'intero esercito repubblicano, a questo punto, si scioglie: Pompeo fugge disperato in nave verso l'Egitto dove verrà ucciso tradito da un servitore; Labieno si salva a stento; Cesare non ha bisogno nemmeno di attaccare, sono i suoi nemici a deporre le armi e ad arrendersi a lui. E' la fine del mondo. La battaglia nei pressi del villaggio di Farsalo, che doveva decretare le sorti di Roma e la salvezza della repubblica dura esattamente 1 ora. In futuro, nulla sarà più come prima.


8 MINUTI. Perdere a Livorno, ci sta. Ci mancherebbe. Il migliore attacco della serie B contro a peggiore difesa del Campionato. Va bene. Ma vorrei, una volta tanto, arrabbiarmi perché perdo al 90' o per colpa di un errore arbitrale. Invece no, anche questa volta il Verona consegna le armi dopo appena 8 minuti, al gol di Protti, e poi chiede solo pietà. Del resto, non abbiamo superato la metà campo che 5 volte in tutta la partita. Ma vi rendete conto? Non facciamoci ingannare poi dal risultato: tra pali, traverse, salvataggi sulla linea, questa partita solo fortuitamente non è finita 8 a 0!

In campo ho visto una squadra quadrata, motivata, organizzata: era il Livorno. Per forza ha in ballo la promozione in serie A. Dall'altra parte ho visto 11 deficienti incapaci di difendere, di tenere palla, di creare azioni gol: era il Verona. Del resto, i gialloblu hanno realizzato la miseria di 1 gol, per giunta inutile, nelle ultime 8 partite! Eppure anche loro avevano buoni motivi per dire la loro. A meno che la retrocessione in serie C non sia più un problema per questi campioni. E nemmeno posso credere che gli amaranto siano diventati dei mostri, visto il pareggio rocambolesco che hanno ottenuto al Bentegodi nella partita di Andata. Loro sono dei giocatori seri e basta. I nostri no.

A questo punto, domando a chi conosce il calcio meglio di me :

• Perché il Pescara, sommerso di reti a Livorno e sconfitto poi a Piacenza, trova se stesso sabato sera e annienta meritatamente il Bari concorrente diretto per non retrocedere? Perché il Treviso, sconfitto a Trieste e in casa col Cagliari, va a Palermo la squadra più forte del Torneo, e trova il coraggio di metterlo sotto passando 2 volte in vantaggio? Perché infine il Venezia cede al Messina solo su calcio di rigore e giocando il finale di partita 8 contro 11? Tutti, dico tutti, riescono a trovare in loro stessi la forza per reagire. Tranne il Verona, involuto, disorientato, sempre fragile. Tutti offrono ai loro tifosi un motivo per sentirsi orgogliosi e per avere una speranza. Tranne il Verona, ovviamente.
• Vorrei che qualcuno mi spiegasse che differenza c'è tra il pareggino interno con la Salernitana e la disfatta di Avellino da una parte e il pareggio col Messina e la disfatta di Livorno. Passano i giorni, passano le partite e qui non cambia nulla. A questo punto aspettiamo la corazzata Palermo ferito e voglioso di vendicarsi che verrà a Verona per spazzarci via venerdì prossimo, poi offriremo gloria anche al derelitto Torino, e di seguito ci sbranerà il lanciato Cagliari. Senza che nulla possa cambiare più.

A Farsalo, 60 minuti sono stati il tempo necessario perché 6000 cavalieri conficcassero loro stessi e i loro cavalli nelle appuntite lance della retroguardia avversaria; perché 45000 fanti di Pompeo deponessero le loro armi senza combattere e si consegnassero a 28000 veterani; perché il nobile ideale della repubblica fosse cancellato, senza essere difeso, da quello pericoloso della dittatura, per fortuna illuminata, di Cesare.

A Livorno, 8 minuti sono stati il tempo necessario per difendere il nostro obiettivo di salvezza: da quel momento in poi, non una reazione, non un'idea, non ipotesi. Solo resa assoluta. Gli stessi 8 minuti che hanno permesso ad Albinoleffe, Genoa e Avellino di cancellare ogni velleità gialloblu. Poi più niente, il vuoto assoluto.


CANONE INVERSO CHIUDE QUI. Io non mi sento più rappresentato da questa squadra. Come prima non mi sentivo più rappresentato da questa società. Non è possibile continuare a non giocare così. Va bene perdere, ma non possiamo essere sempre le vittime sacrificali di tutti. Nemmeno la rabbia e l'orgoglio di aver perduto lottando. Niente di niente. Questo non è il Verona, questo non è più il mio Verona.

Da oggi in poi dedicherò il mio spazio ad altro. Scriverò di calcio mercato, di storia gialloblu, della fusione col Chievo. Non spenderò più nessuna parola per questi giocatori: uomini vuoti e privi di dignità. Non ne vale più la pena. Andrò altrove il sabato sera, per non subire altre umiliazioni. Non cercherò più di trovare soluzioni e spiegazioni nei numeri e nelle partite che verranno: non c'è più niente da scoprire e da cercare.

Lascio che ogni sostenitore gialloblu faccia come ritiene più opportuno. Ma consiglio a tutti di non venire meno all'impegno di Tregua che ci siamo dati fino a fine stagione. Tenetevi lontano da ogni genere di contestazione, loro non ci meritano più. Evitateli e basta. Lasciateli soli. Devono finire questo supplizio da soli.

Eviterete così anche l'ipocrisia dei dirigenti gialloblu che dicono che i tifosi spaventano i giocatori, poverini, che non possono nemmeno allenarsi in pace, che non sono più tranquilli. Va bene, lasciamoli tranquilli. Tanto hanno già deciso il nostro futuro. Come lo decisero con Malesani 2 stagioni fa. Aspettiamo con pazienza il 15 giugno. Poi non li vedremo più, finalmente. In serie C, ma liberi e senza di loro.

La caduta di Farsalo è stata la caduta della repubblica romana: la resistenza per un'ideale politico di libertà e democrazia è durato solo pochi minuti. Poi tutto il mondo è crollato e si è inginocchiato a Cesare. Il presente e il nostro sogno di salvezza oggi è definitivamente perduto: la resistenza e la speranza sono crollate a Livorno con il non gioco di questi antieroi vestiti, per sbaglio, in maglia gialloblu.

Speriamo che ci sia un grande Cesare dietro questa disfatta e speriamo che il nome Hellas Verona abbia ancora un significato per qualcuno che conta in futuro. Ma oggi, amici miei, occorre molto tempo per digerire tutta questa schifezza: 60 giorni almeno e tutta la fantasia del mondo.


Massimo

Hellastory, 19/04/2004
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ADESSO VIENE IL BELLO


Il Verona chiude il ciclo terribile (Atalanta, Milan, Fiorentina, Juventus e Bologna) conquistando 3 punti, e non è poco. Aggiungo che, dopo la pessima gestione della gara interna contro l'Atalanta, abbiamo assistito a una squadra più compatta e messa meglio in campo. Sicuramente più dignitosa. Merito del rientro di Duda, dell'inserimento di Valentini (una spanna sopra i nostri difensori) e dell'abbandono del modulo a 2 punte che toglieva un giocatore a centrocampo, indebolendolo di fatto. Fa piacere, inoltre, vedere un gruppo che lotta e cerca di rimanere in partita fino alla fine. Questo gli ha permesso di battere la Fiorentina e di reggere dignitosamente a Milano e Torino, finché ha potuto. Fino a quando, cioè, una giocata di livello superiore ha rotto l'equilibrio.

[continua]

Qual è stato il miglior gialloblu in campo in

H.Verona-Parma?



H.Verona    Parma


Bernède A.

Bradaric D.

Coppola D.

Dawidowicz P.

Duda O.

Ghilardi D.

Kastanos G.

Livramento D.

Montipò L.

Mosquera D.

Oyegoke D.

Sarr A.

Serdar S.

Tchatchoua J.

Tengstedt C.

Valentini N.


 


Riepilogo stagionale e classifica generale




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